Credo tutti conoscete quel sito dove ti iscrivi se c’hai un’orribile cianfrusaglia o qualche bomboniera in grado di procurare i peggiori incubi se intravista a mezza luce, metti su la tua bella foto possibilmente senza fotosciopparla, che un orologio a cucù diventa un pendola in due secondi e che così son alta e coscialunga pure io eh, poi decidi quale prezzo dare al tuo pregiato pezzo da collezione, metti qualche altro dettaglio e aspetti che un ignaro essere possibilmente ipovedente si imbatta nel tuo oggetto e se innamori irrimediabilmente. E sei un venditore a tutti gli effetti. In teoria.
Dall’altra parte stanno i curiosi. Quelli che smanettano e perdono ore e diottrie cercando LA cianfrusaglia, in genere con base d’asta ad un prezzo ridicolo, tipo un euro o giù di lì. Cianfrusaglia che, almeno nel nostro caso, andrebbe a rimpolpare il parco orrori che già esponiamo al mercatino. La nostra filosofia, da perfetti ignoranti del settore è “tutto quanto fa spettacolo”. Infatti da un po’ veniamo gentilmente omaggiati dai parenti di tutto ciò che passa loro fra le mani e li fa esclamare “e questo? Mo’ do ve minchia lo nascondo?” (ci sono anche le eccezioni, eh. Che abbiamo anche dei pezzi veramente carini e originali ma non mi addentro che sennò pare che vi faccio la vendita online e mi viene da gridare E ALOOOOOORA?), ce lo regalano e noi lo esponiamo al pubblico ludibrio.
Ma sto ovviamente divagando. Torniamo al sito e nello specifico a ex-concu, categoria futuri abbisognanti cane guida. Iscritto da più di tre anni, ha sempre riservato solo qualche occhiata superficiale a questo grande magazzino virtuale. Dalla settimana scorsa, vai a capire come mai, è sempre lì. Per ore e ore. E non è una pagina “di copertura” che sotto ci sono le anteprime dei calendari 2010, eh.
E ti aggiorna dal divano sulle eventuali offerte che fa, specchi, orologi, lampadari, carillon e orripilanti scatolette di ceramica che gli dici che se prova ad offrire qualcosa per quelle, lì dentro ci finiscono le sue ceneri equamente ripartite così come lo hai smembrato col coltello per l’arrosto.
Puoi irrompere in salotto vestita da odalisca che siccome non hai dei veli in casa ti sei agganciata quattro strofinacci da cucina alla cintura dei pantaloni muovendo sinuosa le mani e mimando serpenti a caso, mugolando come una guardia giurata imbavagliata e rinchiusa nell’armadietto delle scope durante un furto in banca, scuoti la riccia chioma rischiando la lussazione di tutte le vertebre cervicali e lui ti fa “VIENI A VEDERE!!! HO FATTO UN’OFFERTA PER QUESTO SPECCHIO! SCADE FRA CINQUE MINUTI, CORRI!!!”
Inciampando negli strofinacci ti appropinqui, assisti trepidante al countdown finale e all’esultanza di ex-concu, che si aggiudica per la prima volta qualcosa: uno specchio ad un prezzo veramente ridicolo e manco tanto brutto, a dire la verità. E sei un acquirente a tutti gli effetti. In teoria.
Ex-concu scrive con cortesia al venditore, chiedendo di quantificare le spese di spedizione per poter procedere al pagamento e specificando che è il primo acquisto in assoluto, con un lieve sorriso che aleggia sul viso.
Il venditore non risponde e nel frattempo dal sito arrivano delle mail che ricordano, con un tono non intimidatorio ma insomma, una roba tipo “ricordati che devi morire”, che DEVI ancora pagare l’oggetto. E che bisogna farlo entro i termini prestabiliti, che sono mi pare quattro o cinque giorni. Così è che una sera, il giorno prima della scadenza definitiva, in assenza di comunicazioni, ex-concu paga col poste pay calcolando un po’ a spanne il costo della spedizione, riceve conferma della transazione dal sito e dorme sonni tranquilli pregustando lo scartabellamento del pacco contentente questo specchietto che farà un figurone sul nostro banco.
Senonché il giorno a seguire (il pagamento) e tre giorni dopo la chiusura dell’asta, riceve un messaggio dal venditore. Che leggo io durante il pomeriggio. E già vedo addensarsi nere nubi all’orizzonte.
Copioincollo e voi leggete attentamente, che ne vale la pena. Per rispetto della privacy faccio come i gestori telefonici e rendo anonima l’ultima parte del nome, ma vi dico che sta in una zona vicina a due o forse tre di quelli che capitano da queste parti e uno che frequenta a fine settimana alterni:
“Gentile ex-concu,
vorrei scusarmi con lei non potendoli inviare gli oggetti in quanto le inserzioni causa prezzo di partenza erano errate e non potevo modificarle rimettendo in asta gli oggetto spero voglia scusare la mia inegligenza- 6280.xxxx”
A parte che secondo me manca un “augh” nel finale, capite lo sconcerto sia per il contenuto che per la formulazione del concetto?
Ex-concu torna a casa e la sottoscritta cinguetta “ti ha scritto quello dello specchio”.
Il fatto che sia il suo compleanno e abbia lavorato nonostante avesse sperato di poter prendere un giorno di ferie, più i soliti auguri dal mostro scapigliato che tutte le mattine gli dice buon lavoro e ci sta che un giorno dirà “ci vediamo stasera” e poi io scopra dopo qualche tempo che è a Bora Bora a confezionare souvenir per i turisti, insomma, questa concomitanza di accadimenti fa sì che reagisca alla lettura del soprascritto pezzo di alta letteratura con un signorilissimo ed educatissimo“Non me ne frega un cazzo. E’ un problema suo. O mi manda lo specchio o mi rende i soldi. Decida lui”
E IO scrivo al venditore esprimendo lo stesso concetto ma con parole un po’ diverse. Diciamo che ci ho messo sopra un leggero velo di civiltà concludendo la comunicazione con la minaccia di segnalarlo ai gestori del sito, che anche io sapete che sono in un particolare periodo di grazia diddio e sono particolarmente portata alla diplomazia.
L’indiano della riserva risponde:
Gentile ex-concu
non si preoccupi le rinnuovo le scuse e mi spieghi come mi devo comportare scusa ancora
- 6280.xxxx
Stesso cinguettio serale, stesso embolo che riparte dal punto esatto in cui si era fermato e IO nuovamente ammanto di fredda e anche un po’ scocciata cortesia una piccata risposta che per farla breve (almeno questa, contenti?) tradotta, dice: “macchestraminchia chiedi a me cosa devi fare? Sei tu che vendi, che incassi e che spedisci. Se la cazzata l’hai fatta tu, adesso tu trovi la soluzione. Chiedi a chi gestisce il sito, no?”, che a me i cinguettii serali non è che mi vengano un granché e mi sarei pure stufata.
Debitamente intimidito, il signor 6280.xxxx che per favore spiegatemi voi come è riuscito ad iscriversi e a caricare le foto perché secondo me proprio non ce la può fare e che come per magia giusto ieri sera gli è spuntato un feedback di -2 di gente che ha gli stessi nostri problemi che se ex-concu lo avesse potuto sapere prima è ovvio che col piffero gli comprava qualcosa e inoltre in palese violazione del regolamento ha rimesso all’asta il NOSTRO specchio prima di risolvere la controversia ad un prezzo base quattro volte superiore a quello a cui ex-concu l’ha comperato (credeva) ribatte:
Gentile ex-concu,
mi dica quanto le devo rispedire e come fare dovendo combattere anche con i giudizzi negativi per aver commmesso a mio vedere una leggerezze per inegligenza ancora tante scuse
- 6280.xxxx
Scuse ‘sto par di ciufoli, amico. Hai proprio rotto i maròni. Devi piantarla di chiedere a NOI cosa devi fare TU. Anche perché rischi che la risposta non ti piaccia neanche un po’, fidati.
Secondo voi se scrivo al sito una roba così “Spettabile ebaia, all’attenzione della gestione vendite sottosettore gestione inetti finti venditori. Gentili Signori, potete cortesemente contattare l’utOnto 6280.xxxx e spiegargli utilizzando un tutorial fotografico come fare passo passo per annullare la transazione effettuata e permettermi finalmente di accogliere a casa ex-concu la sera flautando SOLO ED ESCLUSIVAMENTE “bentornato amore” senza dovergli subito dopo rifilare l’equivalente di una badilata sul coppino? Grazie per l’attenzione.”
Ex-concu su quel sito lì non ci è più tornato, chevvelodicoaffare. Come è vero che non tutti i mali vengono per nuocere...
Esse16
P.S. chiunque abbia avuto (spero di no per voi) problemi simili ed è riuscito a risolverli mi faccia sapere a quale santo si è votato, quale lingua ha utilizzato, che strumenti di persuasione più o meno occulta ha impiegato. Grazie.










